martedì 25 febbraio 2014

Il ruolo del "MISTER".

Frequentando quasi tutti i giorni ormai da cinque anni i settori giovanili dilettantistici mi rendo conto che, nella quasi totalità dei casi, si perde di vista il ruolo, il motivo, il metodo e, visto che ormai va tanto di moda, l' "OBIETTIVO."

 

Durante questi cinque anni ho avuto l'opportunità e il piacere di scambiare opinioni con molti allenatori, più o meno esperti, rendendomi conto che tutti si impegnano profondamente, ma investono le loro risorse per svolgere compiti che si allontanano dal vero ruolo dell'allenatore di settore giovanile.

Sono onorato di rivestire questo ruolo, con la consapevolezza di poter incidere in maniera considerevole sulla crescita dei giovani, non solo in ambito sportivo.

Nel mio caso si tratta di ragazzi di 13-14 anni che stanno cercando di ritagliarsi il proprio spazio all'interno di un mondo che non accetta molti errori.
Ragazzi che crescono in fretta e mentre lo fanno imparano a muoversi all'interno della società fino a raggiungere una condizione di primaria importanza: la capacità di scelta.


Il "mister", con i suoi comportamenti, con il suo modo di agire e con le sue opinioni rappresenta una figura di riferimento dalla quale i giovani calciatori cercano di apprendere nozioni e metodi che incidono sul loro carattere e sulle loro sempre più importanti e delicate decisioni.

Tutti gli addetti ai lavori devono essere consapevoli dell'importanza del prorpio ruolo, cercando di migliorarsi ed imparare ogni giorno, a qualsiasi età ed a qualsiasi livello.

Abbiamo tutti avuto la loro età, siamo stati tutti adolescenti, ma una volta diventati adulti e chiamati a rispondere ad importanti responsabilità della vita di tutti i giorni, tendiamo a dimenticarci quanto abbiamo lottato e in certi casi sofferto per diventare quello che siamo oggi.

Per ricoprire questo ruolo, dunque, ci vuole umiltà.


E' giusto essere preparati, frequentare i corsi e i relativi aggiornamenti, essere padroni delle proprie scelte, conoscere profondamente le capacità tecniche, la tattica e le capacità condizionali, ma oggi dobbiamo fare un passo in avanti, delicato, difficile, ma fondamentale, dobbiamo spingerci oltre fino a vestire i loro panni per comprendere ciò che per loro è veramente importante.

Io di certo non ho la verità in tasca e non credo nemmeno che basti una vita sola, per quanto enorme sia l'impegno, per arrivare a conoscerla, sempre che una verità ci sia.

Ogni ragazzo, infatti, rappresenta un mondo diverso, fatto di proprie interpretazioni, idee e scelte e il mister deve essere in grado di sfruttare le proprie capacità per entrare in questo mondo e cercare di fornire al giovane tutti i mezzi utili per la sua crescita personale e sportiva.


Durante la mia breve esperienza ho compreso che il primo passo per aiutare i ragazzi a diventare uomini è quello di mettersi a loro disposizione investendo tempo ed energie per lavorare ogni giorno sui loro miglioramenti, cercando di prestare attenzione ad un unico vero obiettivo: valutare attentamente i loro errori e cercare di correggerli.

Fornire ai calciatori del settore giovanile le basi e i mezzi per migliorare deve essere l'unico obiettivo del loro allenatore.

Certo detta così appare semplice, ma non lo è per niente.

Avere a che fare con il settore giovanile implica saper sfruttare numerose capacità, saper interagire con i ragazzi, saper comprendere il loro carattere e il modo migliore per agire, capacità che dobbiamo maturare nel tempo, con l'esperienza, capacità che non sono facili da raggiungere.

Se però vogliamo da loro rispetto, serietà, impegno, sincerità, umiltà e dedizione dobbiamo essere i primi a portare tutto questo sul campo, questo è il primo passo che l'allenatore deve compiere per crescere gli uomini del futuro.

Non possiamo certo perdere di vista l'aspetto tecnico, quello prettamente calcistico, alla fine non siamo i loro genitori e allora mettiamoci a loro completa dispozione e lottiamo con ogni mezzo per farli migliorare come calciatori, in questo modo acquisteranno maggiore fiducia in loro stessi, nei propri mezzi e saranno in grado di comprendere la differenza tra un aduto e un uomo.

Giocare una partita di Calcio è un pò come percorrere la propria strada: si perchè durante una partita puoi vincere scorrettamente, puoi evitare di assumerti le tue responsabilità, puoi mentire invece di spiegare i tuoi errori, puoi aggirare l'ostacolo evitando di affrontare e magari risolvere il problema, ma puoi anche scegliere di rimboccarti le maniche e arrivare alla vittoria sfruttando le tue capacità e il tuo impegno, evitando di rendere vani tutti i sacrifici e gettando le basi dell'essere uomo.


Lasciamo perdere tutto quello che di marcio c'è intorno al mondo del calcio, evitiamo i doppi giochi e le mezze verità, lavoriamo con umiltà e sincerità per loro, per aiutarli a diventare dei calciatori migliori.