lunedì 10 febbraio 2014

Fabrizio Rizzi: La seduta di allenamento nell'Attività di Base.

Ci risiamo:
Mister Rizzi torna a scrivere sulle pagine de "Il Nuovo Mister" e lo fa per raccontarci il prezioso lavoro che, con la sapiente collaborazione di Mister Fanelli, getta le basi per quelli che saranno i giocatori del futuro.



In questo nuovo Focus, volevo condividere con voi lettori il metodo che utilizzo nell'organizzazione di una seduta d'allenamento nell'attività di base, nello specifico per la categoria pulcini.

Nella mia società d'appartenenza, la Polisportiva Sava di Taranto, alleno  un gruppo di pulcini anno 2003 (Con qualche elemento nato nel 2005 aggregato a loro). Più che lo specifico della seduta, mi interessa raccontarvi la suddivisione del lavoro all'interno dei 90 minuti d'allenamento, gli obiettivi che cerco di perseguire e come sviluppiamo le capacità coordinative in relazione all'obiettivo del micro-ciclo in cui ci troviamo.

E' necessario premettere che trattandosi di un gruppo composto da 15-16 bambini, ho reputato fondamentale l'ausilio di un altro tecnico in qualità di collaboratore, che ho trovato nella figura di mister Fanelli (che mi segue anche nella fascia Allievi) con cui divido il lavoro.
Avere due tecnici sullo stesso campo permette l'annullamento quasi totale di tempi morti, (quando io seguo un esercizio, lui prepara il successivo e viceversa) e una gestione molto più attenta dei piccoli atleti a nostra disposizione.
 

Nel mese di Settembre l'obiettivo principale del programma che avevo preparato, era lo sviluppo di capacità coordinative quali EQUILIBRIO (Statico/dinamico), DIFFERENZIAZIONE e RITMIZAZZIONE.

A una prima fase di attivazione in cui solitamente propongo un gioco (ad esempio palla avvelenata, ma ce ne sono tanti altri) seguono 20 minuti circa in cui mi occupo personalmente dello sviluppo delle capacità coordinative. Possiamo raggiungere l'obiettivo attraverso l'utilizzo del “mezzo”, assolutamente preferibile, e  con percorsi motori in cui propongo generalmente delle staffette a gara

Per ciò che riguarda l'utilizzo del pallone, devo sottolineare che seguire i dettami del COERVER COACHING m'ha aiutato e non poco; sebbene tuttavia abbia potuto notare lacune in tale metodo nell'attenzione rivolta alle capacità coordinative sopracitate; ecco perché almeno una volta a settimana m'avvalgo di quei percorsi che io e il mio collaboratore studiamo nel dettaglio.

Dopo la fase di riscaldamento/gioco(15 minuti circa), e quella dedicata al mio lavoro specifico (20 minuti massimo), ne segue una più “giocata” e “situazionale” con mister Fanelli.
Vengono enucleati temi e principi quali ad esempio l'1vs1, il 2vs1 e così via. In una virtuale progressione quindi, passiamo dal IO E LA PALLA (principio sviluppato con me ad inizio seduta) al IO E IL COMPAGNO, per arrivare passo dopo passo al concetto IO, IL COMPAGNO E L'AVVERSARIO. In questa fase  trovano ampio utilizzo la psico-cinetica (consegnando a diversi colori differenti compiti tecnico-motori) ed il tiro in porta, la finalizzazione.
Anche qui, il tempo per l'esercizio non supera quasi mai i 20 minuti.

Nella parte finale dell'allenamento c'è spazio per il divertimento (mai fine a sé stesso) e per ciò che entusiasma più di tutto i piccoli calciatori: la partita

Dal momento che abbiamo la fortuna di poter svolgere 3 sedute ogni settimana, ho ritenuto dividere il tema della partitella finale in due blocchi: due volte alla settimana, infatti, ho inserito la pratica nel finale d'allenamento del celebre funino di Wein; 3vs3 con 4 porte, due per lato, per lasciare libero sfogo alla fantasia e l'inventiva dei bambini a nostra disposizione. Un terreno fertile per seminare i primi germi di tattica individuale/collettiva che permettono lo sviluppo di quelle capacità decisionali che renderanno il piccolo giocatore di oggi, il giocatore intelligente del futuro.
Accanto a questo, una volta la settimana, proponiamo la classica partitella libera (raramente con vincolo di tocchi) che si traduce in un 7vs7 più l'utilizzo dei portieri.


Questo è in sintesi il mio modo di operare e suddividere il lavoro per sedute e/o cicli mensili; si tratta ovviamente di un modo del tutto personale d'intendere e lavorare e non ha la presunzione di essere il più adatto.
Ho ritenuto semplicemente più idoneo e completo questo programma, ma ciò non toglie che altre idee e forme di lavoro siano altrettanto adatte e anche più complete. 

L'obiettivo di un tecnico che vuole crescere e migliorarsi, credo sia in primo luogo IL CONFRONTO.
Ed è per questo che consigli, critiche, scambi d'opinione, sono sempre ben accetti.